Non ho costruito un personal brand. Ho semplicemente attraversato trent’anni di trattative, clienti, errori, cambiamenti tecnologici e trasformazioni che sulla carta sembravano semplici ma nella realtà sono state tutte molto complicate.
Sono un ingegnere elettronico, laureato alla Sapienza di Roma. Oggi lavoro come Key Account Manager in un system integrator ICT italiano e da oltre trent’anni mi occupo di progettare, proporre e portare nelle organizzazioni soluzioni tecnologiche per reti e infrastrutture di grandi dimensioni.
Ma il mio percorso professionale non è iniziato con un blog.
È iniziato con un cliente che mi disse:
“Questa cosa non funzionerà mai.”
E il mio lavoro non era convincerlo immediatamente del contrario.
Era capire perché, probabilmente, aveva ragione.
Ho studiato Elettronica e Sistemi Esperti quando parlare di intelligenza artificiale non rendeva interessanti. Anzi, spesso produceva qualche sorriso ironico durante un colloquio di lavoro.
Poi sono arrivati gli anni sul campo.
Anni passati a vendere, progettare e introdurre tecnologie in organizzazioni che, molto spesso, le temevano più di quanto le desiderassero.
Ed è lì che ho imparato una lezione che nessun manuale racconta davvero:
la tecnologia cambia in fretta.
Le persone molto meno.
Ho iniziato a scrivere per dare un senso a ciò che stavo osservando.
Alle trasformazioni digitali che promettevano rivoluzioni e si scontravano con la realtà.
All’intelligenza artificiale che sta ridefinendo il lavoro professionale.
Alle dinamiche invisibili che determinano una vendita molto prima della firma di un contratto.
Con il tempo quella riflessione è diventata un metodo che ho chiamato Experiential Selling in ICT:
un approccio costruito sull’esperienza reale, sulle conversazioni, sugli errori, sulle negoziazioni e sul modo in cui le persone prendono decisioni quando la tecnologia entra nelle loro organizzazioni.
Quello che troverai qui non sono previsioni da keynote o slogan aziendali confezionati per fare effetto.
Troverai storie vere.
Situazioni vissute in prima persona.
Conversazioni avvenute dall’altra parte di un tavolo riunioni.
Lezioni apprese sul campo.
Raccontate senza il filtro del linguaggio corporate.
Perché dopo trent’anni nel settore ho imparato che le storie più utili non sono quelle perfette.
Sono quelle che sono accadute davvero.
→ Leggi la storia completa nella pagina About.

