Il prezzo dell’AI sale. Il prezzo per non restarne fuori sale più in fretta.
Molti osservano la crescita dei costi dei modelli più avanzati e gridano alla bolla. Forse stanno guardando nella direzione sbagliata. L’intelligenza artificiale di base sta rapidamente diventando una commodity: più accessibile, più diffusa, più economica. Ma il vero valore non risiede nell’intelligenza in sé. Risiede nella capacità di trasformarla in decisioni migliori, maggiore velocità di esecuzione e vantaggi competitivi difficili…
Molti osservano la crescita dei costi dei modelli più avanzati e gridano alla bolla. Forse stanno guardando nella direzione sbagliata.
L’intelligenza artificiale di base sta rapidamente diventando una commodity: più accessibile, più diffusa, più economica. Ma il vero valore non risiede nell’intelligenza in sé. Risiede nella capacità di trasformarla in decisioni migliori, maggiore velocità di esecuzione e vantaggi competitivi difficili da replicare.
From artificialanalysis.ai
La domanda non è quanto costerà adottare l’AI. La domanda è quanto costerà non farlo mentre concorrenti, professionisti e organizzazioni moltiplicano la propria produttività grazie ad essa.
Come è accaduto con l’elettricità e con Internet, il costo unitario dell’intelligenza tenderà a diminuire. A esplodere sarà il consumo. E questo varrà soprattutto per gli utilizzi più standardizzati e indistinguibili.
Al contrario, l’AI capace di generare differenziazione reale, vantaggio strategico e risultati superiori potrebbe diventare sempre più costosa. Non perché l’intelligenza scarseggi, ma perché la capacità di usarla meglio degli altri resterà un bene raro.
In altre parole: il prezzo dell’AI salirà per qualcuno. Ma il prezzo di restarne fuori salirà per tutti.
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